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Bruciore allo stomaco, nausea dopo i pasti, sensazione di pesantezza e sazietà precoce: la gastrite è una delle condizioni gastroenterologiche più comuni e, allo stesso tempo, più fraintese. Il termine viene usato spesso in modo generico, ma in realtà la gastrite comprende un gruppo eterogeneo di malattie con cause, gravità e implicazioni molto diverse. In questo articolo il Dott. Ernesto Claar fa chiarezza su tipi, diagnosi e terapie.
In senso stretto, la gastrite è un'infiammazione istologica della mucosa gastrica, cioè un danno documentabile con la biopsia eseguita durante la gastroscopia. Questo la distingue dalla dispepsia funzionale, che presenta sintomi simili ma senza alterazioni visibili o istologiche.
Le principali forme di gastrite includono:
Le cause di gastrite possono essere suddivise in infettive, chimiche, autoimmuni e altre:
Il batterio H. pylori è responsabile di oltre il 90% delle gastriti croniche non atrofiche. Si stima che infetti circa il 50% della popolazione mondiale. Il batterio colonizza la mucosa gastrica producendo ureasi (che neutralizza l'acidità locale) e tossine (CagA, VacA) che danneggiano direttamente le cellule epiteliali e scatenano una risposta infiammatoria cronica. L'infezione, se non trattata, può progredire nel tempo dalla gastrite superficiale alla gastrite atrofica, alla metaplasia intestinale, alla displasia e, in una piccola percentuale di casi, all'adenocarcinoma gastrico (cascata di Correa).
I farmaci antinfiammatori non steroidei (ibuprofene, naprossene, diclofenac, ketoprofene) e l'aspirina inibiscono le prostaglandine protettive della mucosa gastrica (COX-1), riducendo la produzione di muco e bicarbonato. Il rischio aumenta con l'età, l'uso prolungato, il dosaggio elevato, e la combinazione con corticosteroidi o anticoagulanti.
Rappresenta il 5-10% delle gastriti croniche. Il sistema immunitario attacca le cellule parietali del corpo-fondo gastrico, causando: atrofia della mucosa ossintica, riduzione dell'acido cloridrico (ipocloridria o acloridria), deficit di fattore intrinseco con conseguente anemia perniciosa (da malassorbimento di vitamina B12), e iperplasia delle cellule ECL con rischio di tumori neuroendocrini gastrici (carcinoidi tipo 1). Si associa frequentemente ad altre malattie autoimmuni (tiroidite di Hashimoto, diabete tipo 1, vitiligine).
È importante sapere che la gastrite può essere completamente asintomatica — molti pazienti con H. pylori e gastrite cronica istologica non hanno alcun disturbo. Quando presenti, i sintomi più comuni sono:
⚠️ Sintomi d'allarme
La presenza di vomito con sangue (ematemesi), feci nere catramose (melena), perdita di peso involontaria, disfagia, anemia richiede una gastroscopia urgente. Questi sintomi possono indicare un'ulcera sanguinante o, più raramente, un tumore gastrico.
La diagnosi definitiva di gastrite richiede la gastroscopia (EGDS) con biopsie multiple secondo il protocollo di Sydney aggiornato (almeno 5 biopsie: 2 dall'antro, 2 dal corpo, 1 dall'incisura angolare). Solo l'esame istologico può stabilire il tipo di gastrite, il grado di infiammazione, la presenza di atrofia, metaplasia intestinale o displasia.
Per la ricerca dell'H. pylori, gli esami disponibili sono:
Per ottenere risultati affidabili, è necessario sospendere gli inibitori di pompa protonica (PPI) almeno 2 settimane prima del test e gli antibiotici almeno 4 settimane prima. I PPI riducono la carica batterica e possono dare falsi negativi.
La terapia dipende dalla causa:
L'obiettivo è l'eradicazione del batterio. La terapia di prima linea attualmente raccomandata in Italia, dove la resistenza alla claritromicina supera il 15%, è la terapia quadruplice con bismuto (PPI + bismuto subcitrato + metronidazolo + tetraciclina per 10-14 giorni) o la terapia concomitante (PPI + amoxicillina + claritromicina + metronidazolo per 14 giorni). La verifica dell'eradicazione con urea breath test va eseguita almeno 4 settimane dopo la fine della terapia. Per tutti i dettagli, leggi il nostro articolo dedicato all'Helicobacter pylori.
Il primo passo è, quando possibile, sospendere il farmaco responsabile o sostituirlo con un'alternativa meno gastrolesiva (paracetamolo, COX-2 selettivi come celecoxib, con le dovute cautele cardiovascolari). Se il FANS è indispensabile (es. aspirina cardioprotettiva), è necessaria la gastroprotezione con PPI (pantoprazolo 20 mg, omeprazolo 20 mg) per tutta la durata della terapia.
Non esiste una terapia eziologica. La gestione prevede: supplementazione di vitamina B12 (per via intramuscolare nei casi con anemia perniciosa), monitoraggio del ferro e della ferritina, e sorveglianza endoscopica ogni 3 anni per il rischio di displasia e tumori neuroendocrini.
PPI (4-8 settimane), antiacidi al bisogno, procinetici se coesiste dismotilità, e protettori della mucosa (sucralfato, bismuto). Importante: i PPI vanno assunti a digiuno, 30 minuti prima del pasto, e la loro durata deve essere definita dal gastroenterologo per evitare un uso inappropriato a lungo termine.
La dieta non cura la gastrite, ma può alleviare significativamente i sintomi e favorire la guarigione della mucosa. Ecco le raccomandazioni pratiche:
Oltre al cosa mangiare, conta il come: pasti piccoli e frequenti (5 al giorno), masticazione lenta, non sdraiarsi subito dopo mangiato, cenare almeno 3 ore prima di coricarsi. Un piano nutrizionale personalizzato può essere elaborato dalla Dott.ssa Federica Claar per adattarsi alle esigenze individuali del paziente.
La gastrite cronica, se non diagnosticata e trattata, può evolvere in complicanze serie:
Per tutti questi motivi, una gastrite che persiste nonostante la terapia, o che presenta caratteristiche di atrofia alla biopsia, merita un follow-up gastroenterologico regolare con il supporto di un centro specializzato. Leggi anche il nostro approfondimento sul reflusso gastroesofageo, condizione che spesso si accompagna alla gastrite.
Una diagnosi precisa è il primo passo per una terapia efficace. Lo Studio Medico Claar a Napoli offre gastroscopia diagnostica con biopsie, test per Helicobacter pylori e un percorso terapeutico completo — dalla terapia farmacologica al supporto nutrizionale personalizzato.
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Studio Claar · Napoli
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Nota Bene: Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente divulgativo e non sostituiscono il parere medico professionale. Per diagnosi e terapie, rivolgersi sempre a uno specialista.