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L'infiammazione cronica di basso grado è un meccanismo silenzioso che contribuisce allo sviluppo di diabete tipo 2, malattie cardiovascolari, steatosi epatica, patologie autoimmuni e persino alcune forme di cancro. A differenza dell'infiammazione acuta (che è una risposta protettiva), quella cronica è un fuoco lento che brucia i tessuti nel tempo.
Non si tratta di una dieta restrittiva, ma di un modello alimentare orientato alla qualità degli ingredienti. I principi si sovrappongono in gran parte con quelli della dieta mediterranea, che rimane il regime alimentare con la maggiore evidenza scientifica in termini di riduzione dell'infiammazione sistemica.
Lo studio PREDIMED (Prevention with Mediterranean Diet), su oltre 7.000 partecipanti ad alto rischio cardiovascolare, ha dimostrato una riduzione del 30% degli eventi cardiovascolari maggiori con una dieta mediterranea supplementata con olio EVO o noci. I marker infiammatori come PCR, IL-6 e TNF-α si riducono significativamente già dopo 3-6 mesi di adozione del modello alimentare antinfiammatorio.
Il fegato è al centro della risposta infiammatoria: produce PCR, fibrinogeno e altre proteine della fase acuta. La steatosi epatica con componente infiammatoria (MASH) è essa stessa una condizione infiammatoria cronica. Per questo la dieta antinfiammatoria si sovrappone ampiamente alla dieta per il fegato grasso. Un approccio nutrizionale personalizzato può essere discusso con la nostra specialista in nutrizione clinica.
Per discutere il tuo caso e gli accertamenti appropriati, consulta le informazioni su consulenze e prestazioni dello Studio Claar. Porta i referti precedenti e la lista dei farmaci in uso.
Studio Claar · Napoli
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Nota Bene: Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente divulgativo e non sostituiscono il parere medico professionale. Per diagnosi e terapie, rivolgersi sempre a uno specialista.